• Arch. Giovanni Musica

IL "FAMILISMO AMORALE"

Cari amici oggi voglio condividere con voi una definizione “FAMILISMO AMORALE” Leggendo qua e là, mi sono imbattuto in questa definizione e incuriosito ho fatto una ricerca, vi invito a leggerla vi farà riflettere. Nel 1958 uno psicologo statunitense venne in Italia per cercare di capire come fossimo. Quello che derivò dai suoi studi e che poi fu riassunto nel libro "The moral basis of a backward society", cercò di capire perché alcune comunità siano socialmente ed economicamente arretrate. Vediamo di seguito come alcune analisi fatte nel 1958 possano oggi essere così attuali. Certe comunità sarebbero arretrate soprattutto per ragioni culturali. La loro cultura presenterebbe una concezione estremizzata dei legami familiari che va a danno della capacità di associarsi e dell'interesse collettivo. Gli individui sembrerebbero agire come a seguire la regola:

"massimizzare unicamente i vantaggi materiali di breve termine della propria famiglia nucleare , supponendo che tutti gli altri si comportino allo stesso modo".

Sarebbe dunque questa particolare etica dei rapporti familiari la causa dell'arretratezza.


L'autore la denominò FAMILISMO AMORALE.


Familismo perché l'individuo perseguirebbe solo l'interesse della propria famiglia nucleare, e mai quello della comunità che richiede cooperazione tra non consanguinei. A-morale perché seguendo la regola si applicano le categorie di bene e di male solo tra famigliari, e non verso gli altri individui della comunità.


L'amoralità non sarebbe quindi relativa ai comportamenti interni alla famiglia, ma all'assenza di ethos comunitario, all'assenza di relazioni sociali morali tra famiglie e tra individui all'esterno della famiglia. Dalla regola generale l'autore derivò alcune implicazioni logiche, che descriverebbero gli effetti di tale comportamento specialmente riguardo alla gestione del bene pubblico e alla vita politica. Se ne riporta un elenco sintetico e incompleto rimandando all'opera per l'approfondimento.


Secondo l'autore, in una società di familisti amorali: - nessuno perseguirà l'interesse comune, salvo quando ne trarrà un vantaggio proprio; - chiunque, persona o istituzione, affermerà di agire nell'interesse pubblico sarà ritenuto un truffatore; -solo i pubblici ufficiali si occuperanno degli affari pubblici, perché pagati per farlo, i cittadini non se ne occuperanno e se lo facessero verrebbero mal visti; -i pubblici ufficiali saranno poco controllati, perché farlo è affare di altri pubblici ufficiali soltanto; -i pubblici ufficiali non si identificheranno con gli scopi dell'organizzazione che servono, e i professionisti mostreranno una carenza di vocazione o senso della missione; entrambi useranno le proprie posizioni e le loro particolari competenze come strumenti da usare contro il prossimo per perseguire il proprio vantaggio personale; -il pubblico ufficiale tenderà a farsi corrompere, e se anche non lo farà sarà comunque ritenuto corrotto; -la legge sarà trasgredita ogni qual volta sembrerà possibile evitarne le conseguenze; -il debole vedrà con favore un regime autoritario che mantenga l'ordine con mano ferma; -sarà difficile creare e mantenere una qualsiasi organizzazione, perché ciò richiede una certa dose di disinteresse personale e identificazione e lealtà verso l'interesse dell'organizzazione; -non vi saranno né leader né seguaci, poiché nessuno sarà interessato a sostenere l'impresa, tranne se motivato da interesse personale; -il voto verrà usato per assicurarsi vantaggi materiali di breve termine, più precisamente per ripagare vantaggi già ottenuti, non quelli semplicemente promessi; -oppure il voto verrà usato per punire coloro da cui ci si sente danneggiati nei propri interessi, anche se quelli hanno agito per favorire l'interesse pubblico;

-gli iscritti ai partiti tenderanno a rivendersi a partiti più favoriti, determinando l'instabilità della forze politiche.


Anche l'economia subirebbe conseguenze devastanti. Se per migliorare le attività economiche occorrono investimenti e mezzi che nessuna singola famiglia, ma solo un gruppo, può permettersi, la mancanza di cooperazione tra non consanguinei impedisce di fare quegli investimenti e acquisire quei mezzi, bloccando l'economia al minimo della sopravvivenza. L'intera dimensione associativa risulterebbe danneggiata.


Devo ammettere che personalmente mi ha molto colpito questa analisi in quanto la ritengo ancora attuale visto la bagarre politica di questi ultimi mesi, ma spero di essere smentito e vedere persone, politici, uomini, che vanno al di là della propria famiglia nucleare e sconfiggere questa arretratezza culturale per proiettarci nel futuro.

Io l’ho fatto.



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